Libro – Il meccanico delle parole

Recentemente nella mia vita si è manifestata una piacevole sorpresa: l’ingresso di qualcuno di davvero speciale. Scrivere di lui è un processo delicato, perché richiede di mantenere una certa imparzialità senza tuttavia risparmiare gli elogi a chi, in effetti, li merita tutti: Antonello Iona, 59 anni, italiano, nato a Salerno e oggi residente a Rotterdam, nei Paesi Bassi. Ingegnere meccanico di formazione e carriera, ha presto compreso che componenti, utensili e chiavi non sarebbero stati gli unici strumenti a occupare le sue mani affinché le strutture complesse potessero modellare la “funzionalità” di una comunità, di un gruppo o di una società. La penna, la carta e persino i computer – dato che il suo primo romanzo è stato pubblicato nel 2019 – sono diventati strumenti altrettanto potenti del suo contributo alla società, da uomo tecnico e sensibile allo stesso tempo. Dopotutto, mentre una parte di sé è e rimane quella di un ingegnere, capace di affrontare sfide tecniche e ottenere risultati precisi, non ha mai smesso di essere un uomo mosso da un appassionante impulso creativo, capace di esplorare la propria sensibilità e le manifestazioni artistiche che gli sono congeniali.



Come per molti autori di successo, fin dall’infanzia la scrittura è stata per lui non solo un mezzo di espressione, ma anche di cura. Persino negli ambienti più formali, dove ciò era spesso considerato irrilevante, Antonello riusciva a portare ciò che pulsava dentro di sé: nella stesura di relazioni, presentazioni o verbali, anche dei temi più noiosi, esercitava il suo talento organizzando parole e narrazione in un messaggio chiaro e comprensibile.

A Roma, due decenni fa, comprese che, sebbene il naturale processo creativo di uno scrittore consista nel mettere nero su bianco l’arte di sentire e di esprimersi, era necessario acquisire un metodo per organizzare i propri pensieri e sentimenti e comunicare in modo coerente con le persone o con i futuri lettori. Decise allora di frequentare un corso di scrittura creativa, scoprendo la propria voce narrativa e assumendo un impegno interiore che chiamò “il patto con il lettore”.

Nonostante il corso gli avesse fornito strumenti preziosi, mantenne l’apprendimento e la pratica, per due decenni, come un tesoro personale. Poi, due perdite importanti in luoghi diversi scossero profondamente l’anima dell’artista: perse prima il padre, allora ottantaseienne, e subito dopo il compagno, che aveva appena la metà degli anni del padre. Due uomini diversi, con percorsi, sogni e insoddisfazioni differenti, che portarono Antonello a comprendere che la vita va vissuta pienamente e che i talenti devono essere messi a frutto. Qui, io, autore di questo articolo, voglio riportare una frase che amo: La paura di essere fischiati nasconde molti talenti.

Nel 2019 fu pubblicato Una Forma e Due Specchi – Con il monologo dei colori (editore LEIMA), 157 pagine; in portoghese: Uma Forma e Dois Espelhos – Com o monólogo das cores, che nel recente 2024 ha catturato l’attenzione di un regista indiano che lavora a Hollywood per una possibile trasposizione cinematografica. Ancora una volta, l’ingegnere-scrittore ha compreso che, come nella meccanica, anche i processi creativi vanno perfezionati e trasformati. Attualmente sta lavorando alla sceneggiatura e a una possibile nuova edizione del testo originale in italiano, immaginando traduzioni future in inglese, spagnolo, portoghese e olandese, con il suo nome d’arte Kiran Sankharan.

Riguardo a un prossimo libro inedito, sollecitato dai lettori e dai fan della prima opera, Kiran risponde come un sublime scrittore che ha già compreso l’arte: svilupperà qualcosa di nuovo solo quando sentirà la necessità di esprimersi, mettendo a punto, da vero meccanico, il suo messaggio e portandolo al mondo solo se e quando sarà pronto. È il perfetto equilibrio tra la ragione e la precisione del calcolo di un ingegnere e la sensibilità di un artista che vuole offrire il meglio al suo pubblico. Io, scrivendo questo profilo, spero – come tutti i lettori – che il nostro italiano appassionato e sensibile, simile a Jap Gambardella di Paolo Sorrentino, non ci lasci affamati della sua arte con un solo libro. Persone amorevoli e appassionate devono condividere tutto l’amore che hanno con un mondo sempre meno colorato!

Sinossi di Una Forma e Due Specchi

Andrea è un uomo inquadrato, preciso, ordinato. Una moglie, due figli, un lavoro, una vita che sembra perfetta ma che sarà del tutto sconvolta da un incontro inaspettato. Lui è Kuno, disordinato, amante dei libri, sognatore, eccentrico. Basta uno sguardo in una notte di pioggia a cambiare le loro vite. Nel breve tempo, che sarà loro concesso, condivideranno un amore travolgente e sconvolgente. La passione crescerà con la medesima intensità della ricerca interiore e spirituale, fino a un'apoteosi che segnerà un cambiamento definitivo

Questo articolo non è una semplice recensione e non si limita a criticare l’opera di un artista. Racconta piuttosto l’operaio stesso, sia esso meccanico o scrittore: qualcuno che è già poema o romanzo vivente, capace di trasmettere con la propria presenza ciò che i suoi libri, anche se dimenticati sugli scaffali, possono toccare e trasformare la vita di chi li legge.

Brevi testimonianze nella pagina del libro su AMAZON

Lingua: italiano (92% di approvazione)

1 – "Una lettura fluida, che può essere divorata tutta in una volta."
2 – "Un invito a liberarsi dai condizionamenti, dalle ferite e dalle paure."
3 – "Un libro da leggere a mente aperta e libero da condizionamenti e pregiudizi."

testo: Rômulo André Álvares

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